BMI 35-40: la fascia in cui la decisione pesa di più

Se hai un indice di massa corporea compreso tra 35 e 40 e stai cercando informazioni su come dimagrire, è molto probabile che tu sia arrivato a un bivio. Da una parte ti hanno detto — o hai letto — che alla tua condizione "si risolve solo con la chirurgia". Dall'altra c'è una domanda che continui a rimandare: esiste davvero un'alternativa alla chirurgia bariatrica, oppure il bypass e la sleeve sono l'unica strada?

È una delle domande più importanti che una persona con obesità si possa porre, perché la risposta cambia radicalmente il percorso dei prossimi anni. La chirurgia bariatrica è un intervento serio, efficace ma irreversibile, e meritarsi una decisione informata è il minimo. Il Dott. Luigi Flagiello, medico chirurgo specializzato in dimagrimento non chirurgico, affronta ogni settimana questa scelta con i pazienti che si rivolgono alla Clinica Ruesch di Napoli (Viale Maria Cristina di Savoia 39, quartiere Chiaia) e al Centro Medico Antiaging di Milano (Corso Venezia 21).

La risposta onesta, basata sulle evidenze cliniche del 2025, è questa: nella fascia di BMI 35-40 oggi esiste un'alternativa medica concreta alla chirurgia bariatrica, capace di risultati che fino a pochi anni fa erano impensabili senza bisturi. Non per tutti, non in ogni caso — e in questo articolo diremo con chiarezza anche quando la chirurgia resta la scelta giusta. Ma per molte persone con BMI tra 35 e 40, prenotare il bypass senza aver prima valutato il percorso medico significa scegliere l'opzione irreversibile prima di aver provato quella reversibile.

Cosa significa davvero avere un BMI tra 35 e 40

L'indice di massa corporea (BMI o IMC) si calcola dividendo il peso in chilogrammi per il quadrato dell'altezza in metri. Un BMI tra 35 e 39,9 rientra nella definizione di obesità di secondo grado: una condizione clinicamente rilevante, ma diversa dall'obesità di terzo grado (BMI superiore a 40), spesso definita "grave" o "patologica".

Questa distinzione non è accademica. La fascia 35-40 è esattamente quella in cui le linee guida internazionali considerano la chirurgia bariatrica un'opzione, soprattutto in presenza di comorbidità come diabete di tipo 2, ipertensione o apnee notturne. Ma "opzione" non significa "obbligo": è proprio in questa fascia che la medicina del dimagrimento ha fatto i progressi più importanti, rendendo possibili risultati che un tempo giustificavano automaticamente l'indicazione chirurgica.

Il punto chiave è che il BMI, da solo, non racconta tutta la storia. Conta la distribuzione del grasso (in particolare quello viscerale), conta la presenza di insulino-resistenza, contano le patologie associate. Due persone con lo stesso BMI di 37 possono avere profili metabolici — e quindi percorsi ideali — completamente diversi. Per questo la prima cosa che serve non è una decisione affrettata, ma una valutazione clinica seria.

La domanda che conta: chirurgia subito o alternativa medica?

Quando una persona con BMI 35-40 si rivolge a un chirurgo bariatrico, il percorso logico la porta quasi naturalmente verso l'intervento: è lo strumento che quel professionista padroneggia e in cui crede. Non c'è nulla di sbagliato in questo — ma significa anche che la valutazione parte da una conclusione già orientata.

La domanda corretta da porsi, prima di prenotare qualsiasi sala operatoria, è un'altra: ho già provato un percorso medico strutturato, seguito da un team, con gli strumenti farmacologici e i dispositivi più avanzati disponibili oggi? Nella stragrande maggioranza dei casi, la risposta è no. La persona ha provato decine di diete fai-da-te, ha perso e ripreso peso più volte, ma non ha mai avuto a disposizione un percorso clinico vero.

Confondere "ho provato tante diete" con "ho provato la medicina del dimagrimento" è l'errore più comune. Sono due cose profondamente diverse. E la differenza, nella fascia BMI 35-40, può voler dire scegliere un percorso reversibile invece di un intervento che modifica per sempre l'anatomia dell'apparato digerente.

Le evidenze: quanto si può perdere senza chirurgia

Fino a pochi anni fa, l'obiezione era ragionevole: "senza chirurgia non si perde abbastanza peso per fare la differenza in un'obesità di secondo grado". Oggi i dati hanno ribaltato questa convinzione.

Lo studio clinico SURMOUNT-1, pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha valutato la tirzepatide (un farmaco agonista dei recettori GLP-1 e GIP) in persone con obesità senza diabete. I risultati al dosaggio più alto hanno mostrato una perdita media di peso del 20,9% del peso corporeo in circa 72 settimane. Per dare un'idea concreta: una persona di 110 kg può arrivare a perderne oltre 22, senza alcun intervento chirurgico.

Sono numeri che si avvicinano in modo significativo a quelli di alcune procedure bariatriche, ottenuti con un trattamento medico, graduale e reversibile. E parliamo del solo farmaco: quando il GLP-1 viene integrato in un percorso medico completo — con supporto nutrizionale, monitoraggio e, dove indicato, un dispositivo come il palloncino gastrico — i risultati possono crescere ulteriormente.

Va detto con altrettanta onestà: questi farmaci vanno sempre prescritti e seguiti da un medico. Il prezzo di mercato in farmacia dei principali GLP-1 si aggira oggi intorno alle diverse centinaia di euro al mese, ma il punto non è il farmaco "comprato da solo": è il percorso clinico che lo rende efficace e sicuro nel tempo, evitando il fai-da-te e il temuto effetto rebound alla sospensione.

Il palloncino gastrico Allurion nella fascia BMI 35-40

L'altro pilastro dell'alternativa non chirurgica è il palloncino gastrico Allurion. A differenza dei palloncini tradizionali, Allurion si deglutisce in una capsula durante una semplice visita ambulatoriale: niente endoscopia, niente anestesia, niente sala operatoria. Dopo circa quattro mesi si svuota da solo e viene eliminato per via naturale.

Il palloncino agisce riducendo lo spazio gastrico e favorendo un senso di sazietà precoce: aiuta la persona a rieducare il rapporto con il cibo proprio nei mesi in cui costruisce nuove abitudini. Nella fascia BMI 35-40, dove la quantità di peso da perdere è importante, Allurion non viene quasi mai usato come strumento isolato, ma come acceleratore all'interno di un percorso medico più ampio.

Per chi vuole approfondire cosa aspettarsi nei primi giorni dopo il posizionamento, abbiamo dedicato un articolo agli effetti collaterali del palloncino Allurion: conoscere in anticipo la fase di adattamento aiuta a viverla con serenità.

Il percorso combinato Allurion + GLP-1: il vantaggio di un approccio medico completo

Il vero salto di qualità, nella fascia di obesità di secondo grado, arriva quando i due strumenti lavorano insieme. Il percorso combinato Allurion + GLP-1 unisce l'azione meccanica del palloncino — che riduce le porzioni e accompagna i primi mesi — a quella metabolica del farmaco, che agisce sull'appetito centrale e sull'insulino-resistenza.

In un percorso medico ben strutturato, questa combinazione consente di puntare a perdite di peso nell'ordine del 25-40% nei casi più favorevoli, avvicinando o eguagliando i risultati attesi da molte procedure chirurgiche, ma mantenendo due vantaggi decisivi: la reversibilità e l'assenza di modifiche permanenti all'anatomia.

È importante chiarire che questi numeri non sono una promessa automatica: dipendono dal punto di partenza, dall'aderenza al percorso, dal profilo metabolico individuale. Ma rappresentano ciò che oggi è realisticamente possibile, sotto guida medica, per molte persone con BMI tra 35 e 40 che fino a ieri venivano indirizzate direttamente alla sala operatoria.

Quando la chirurgia bariatrica resta la scelta giusta

Sarebbe disonesto — e clinicamente sbagliato — sostenere che la chirurgia non serva mai. Ci sono situazioni in cui resta l'opzione più indicata, ed è giusto dirlo con chiarezza, perché la fiducia nasce dall'onestà, non dalle promesse.

La chirurgia bariatrica va seriamente considerata, ad esempio, quando il BMI è ben oltre i 40 con comorbidità gravi e scarsamente controllate, quando esiste una storia documentata di fallimento di percorsi medici condotti correttamente (non diete improvvisate), o quando le condizioni cliniche richiedono un risultato rapido e di grande entità per ragioni di salute non rinviabili.

Il punto della medicina del dimagrimento non è negare la chirurgia, ma collocarla al posto giusto nel percorso: come opzione da valutare dopo, e non prima, di aver dato una reale possibilità al trattamento medico. Per una persona con BMI 35-40 e comorbidità controllabili, partire dall'alternativa reversibile è quasi sempre la scelta più razionale. Se il percorso medico non basta, la chirurgia resterà comunque disponibile — il contrario, invece, non è vero: un intervento non si può annullare.

Perché un percorso medico guidato batte sempre il fai-da-te

C'è un motivo se le persone con obesità di secondo grado raramente ottengono risultati duraturi da sole, ed è di natura biologica, non di forza di volontà. Quando si perde peso, l'organismo attiva meccanismi di difesa — ormoni della fame che aumentano, metabolismo che rallenta — che spingono a recuperare i chili persi. È il motivo per cui tante persone hanno perso e ripreso peso decine di volte.

Un percorso medico interviene proprio su questi meccanismi. Il GLP-1 riduce la fame ormonale, il supporto nutrizionale costruisce abitudini sostenibili, il monitoraggio periodico permette di correggere la rotta prima che si trasformi in un abbandono. E soprattutto, una fase di mantenimento strutturata protegge i risultati nel tempo, evitando l'effetto rebound che vanifica gli sforzi.

È la differenza tra affidarsi a un dispositivo o a un farmaco isolato e affidarsi a un metodo clinico. Per capire meglio quanto conti questo approccio rispetto alle soluzioni improvvisate, può essere utile leggere il nostro confronto tra dimagrimento medico e diete fai-da-te.

Napoli e Milano: dove iniziare a valutare il percorso

Il primo passo non è scegliere tra chirurgia e medicina, ma capire qual è la strada giusta per te, sulla base del tuo profilo clinico reale. Questo richiede una valutazione medica, non una ricerca online.

Il percorso di dimagrimento non chirurgico del Dott. Flagiello è disponibile a Napoli, presso la Clinica Ruesch in Viale Maria Cristina di Savoia 39 (quartiere Chiaia), punto di riferimento anche per i pazienti che arrivano da Caserta, Aversa, Giugliano, Salerno e Benevento. Ed è disponibile a Milano, presso il Centro Medico Antiaging di Corso Venezia 21, comodo da raggiungere con la metro M1 (fermata Palestro).

In entrambe le sedi, la valutazione iniziale serve proprio a rispondere alla domanda di partenza: nella tua specifica situazione di BMI 35-40, l'alternativa medica alla chirurgia è realistica, e con quali strumenti? È una decisione troppo importante per prenderla da soli, partendo da una conclusione già scritta.

La decisione più importante è non rimandare la valutazione

Avere un BMI tra 35 e 40 significa trovarsi nella fascia in cui ogni anno che passa, senza un percorso serio, rende il problema più radicato e le comorbidità più probabili. La buona notizia è che oggi hai a disposizione un'opzione reversibile, medicalmente guidata e supportata da evidenze solide, prima di considerare l'irreversibilità della chirurgia.

Il modo più rapido per capire quale strada è davvero adatta a te è parlarne con chi può valutare il tuo caso nel dettaglio. Prenota la tua Call di Idoneità Gratuita su dottluigiflagiello.it — rispondi al Questionario in 2 minuti e ti ricontattiamo entro 24h.