Il Dott. Flagiello sul palco del Longevity 5.0 di Lugano: cosa è successo
Il 28 gennaio 2026 il Dott. Luigi Flagiello è salito sul palco del Longevity 5.0, Healthverse Summit, allo Splendide Royal Hotel di Lugano, per parlare di una cosa sola: perché l'obesità accorcia la vita e come oggi si può trattarla senza chirurgia. Il summit, alla prima edizione, ha riunito per due giorni medici, ricercatori e imprenditori attorno al tema della longevità in salute. La prima giornata era dedicata ai contenuti medico-scientifici, con le nuove terapie per l'obesità fra gli argomenti in agenda.
Il Dott. Flagiello è stato presentato al pubblico come chirurgo specializzato in obesità e malattie metaboliche, referente della Clinica Privata Ruesch di Napoli, primo italiano ad aver studiato l'integrazione del palloncino gastrico deglutibile Allurion con gli agonisti del GLP-1 a basso dosaggio, Principal Investigator dello studio multicentrico internazionale che sta validando questo protocollo e unico relatore italiano sul tema al congresso mondiale IFSO 2025.
In questa pagina trovi il video integrale dell'intervento, la breve intervista rilasciata a margine e una sintesi ragionata di quello che ha detto, con le fonti. Se preferisci andare dritto al punto, i due video stanno qui sotto: il primo dura sedici minuti, il secondo poco più di uno.
L'intervento integrale del Dott. Flagiello al Longevity 5.0 (16 minuti, con le domande del pubblico).
L'obesità è la prima nemica della longevità? La risposta in un minuto
A margine dell'intervento, il Dott. Flagiello ha risposto in un minuto alla domanda che dà il titolo a questa sezione. Vale la pena riportare le sue parole così come le ha dette:
«Sì, possiamo dirlo serenamente, perché statisticamente trovarsi in una condizione di obesità patologica, dal primo al terzo grado, riduce l'aspettativa di vita dai 5 fino ai 15 anni. Possiamo dire che l'obesità è strettamente correlata a una diminuzione dell'aspettativa di vita.»
L'intervista di un minuto rilasciata a Lugano: obesità, longevità e il valore del confronto fra specialisti.
Quel numero non è un'opinione. La più grande analisi pubblicata sull'obesità di terzo grado, uscita su PLoS Medicine nel 2014 (PMID 25003901), ha messo insieme venti studi prospettici condotti in Stati Uniti, Svezia e Australia. Rispetto alle persone di peso normale, un indice di massa corporea fra 40 e 44,9 si associava a una perdita stimata di 6,5 anni di vita, fra 45 e 49,9 a 8,9 anni, fra 50 e 54,9 a 9,8 anni e fra 55 e 59,9 a 13,7 anni. Gran parte dei decessi in eccesso era dovuta a malattie cardiache, tumori e diabete. È esattamente il legame che il Dott. Flagiello descrive: non un problema estetico, ma una condizione che accorcia la vita.
Alla seconda domanda dell'intervista, sul valore di un evento come il Longevity 5.0, la risposta chiarisce lo spirito con cui il Dott. Flagiello partecipa a questi incontri: «È molto importante far incontrare esperti che guardano da prospettive diverse lo stesso problema. Solo mettendo insieme punti di vista diversi si può avere una visione a 360 gradi di un problema centrale oggi nella ricerca e nella salute».
Perché l'obesità è una malattia, non una questione di forza di volontà
Il primo punto dell'intervento è anche il più importante, e il Dott. Flagiello lo ha detto senza giri di parole: «Non posso curare l'ipertensione con il massaggio ai piedi, e non posso curare l'obesità semplicemente cambiando le mie abitudini di vita, che pure vanno cambiate». L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l'obesità una malattia cronica ad andamento recidivante. E l'andamento recidivante, ha spiegato dal palco, ha una forma precisa: un dente di sega. La persona ingrassa, dimagrisce meno di prima, ingrassa più di prima, dimagrisce di nuovo meno di prima. A ogni ciclo si parte da un gradino più alto.
Per questo il primo passo è oggettivare l'obesità, cioè smettere di misurarla con la sensazione di come si chiude la giacca e misurarla con il rapporto fra peso e altezza, l'indice di massa corporea:
- Fra 18 e 25: normopeso.
- Fra 25 e 30: sovrappeso. Si pesa più del dovuto, ma statisticamente l'impatto sulla salute non c'è ancora.
- Da 30 in poi: obesità patologica. Fra 30 e 35 è di classe 1, fra 35 e 40 di classe 2, oltre 40 di classe 3, quella dei grandi obesi.
Alla domanda «quando bisogna intervenire?», la risposta dal palco è stata una parola sola: subito. Già nell'obesità di classe 1, e le indicazioni internazionali arrivano a includere il sovrappeso con comorbidità. Sulle dimensioni del fenomeno, il Dott. Flagiello ha ricordato che l'obesità riguarda oggi circa una persona su dieci nel mondo, con proiezioni in forte crescita nel prossimo decennio: in una sala da cento persone, dieci hanno già un problema che spesso non percepiscono come malattia. Ne abbiamo scritto in modo più esteso nell'articolo su obesità grave e alternative alla chirurgia.
Chirurgia, palloncino, farmaci: i limiti di ogni strumento preso da solo
Fino a pochi anni fa, ha ricostruito il Dott. Flagiello, le opzioni erano tre, e ognuna aveva un difetto strutturale.
La chirurgia bariatrica, dal bypass fino alla sleeve gastrectomy, oggi l'intervento più praticato al mondo, dà risultati importanti ma comporta i rischi di un intervento chirurgico. Il paradigma, per anni, è stato questo: più alto il rischio che accetti, più alto il risultato che ottieni.
Il palloncino gastrico da solo ha un effetto puramente restrittivo. Lo stomaco è un sacco, il palloncino lo rende più piccolo, c'è meno spazio. Lavora sulla sazietà, non sulla fame, e da solo non risolve il problema. In più, i palloncini tradizionali si posizionavano per via endoscopica: ricovero, gastroscopia da svegli perché serve il riflesso della deglutizione, e dopo sei mesi un secondo ricovero in anestesia generale per rimuoverlo. «Una procedura in cui il gioco non vale la candela», ha detto testualmente.
I farmaci anti-obesità da soli, gli analoghi del GLP-1 e del GIP, agiscono su un meccanismo diverso, la riduzione della fame a livello cerebrale. Ma per ottenere risultati clinicamente evidenti servono dosaggi alti, con due conseguenze: un rischio elevato di ripresa del peso quando il farmaco viene interrotto e una perdita anche di massa magra, non solo di grasso. Di questo tema abbiamo parlato in dettaglio nell'articolo su GLP-1 e massa muscolare e in quello su cosa succede quando si smette il farmaco.
Il percorso combinato Allurion + GLP-1 a basso dosaggio: come funziona
L'idea presentata a Lugano, di cui il Dott. Flagiello ha riconosciuto il merito al professore che lo ha introdotto nel mondo dell'obesità, è usare contemporaneamente due metodiche limitate sfruttando il massimo potenziale di ciascuna. Il palloncino lavora sulla sazietà, il farmaco lavora sulla fame. Due leve diverse sullo stesso problema.
Il protocollo del percorso combinato si struttura così:
- Il palloncino deglutibile. Al posto del palloncino endoscopico si usa il palloncino Allurion: una capsula che si ingoia con un bicchiere d'acqua, in ambulatorio, senza endoscopia e senza anestesia. Si trasforma in palloncino nello stomaco, resta circa quattro mesi e poi si svuota e viene eliminato da solo. È l'effetto restrittivo, senza l'invasività.
- Il farmaco, dopo circa un mese. A un mese dal posizionamento si introduce l'analogo del GLP-1, ed è qui che sta il vero vantaggio: si usa a basso dosaggio. Il palloncino fa già una parte del lavoro, quindi il farmaco non deve essere spinto ai dosaggi alti che servono quando è usato da solo.
- Il follow-up medico e nutrizionale per tutta la durata del percorso e, come vedremo, anche dopo.
Il basso dosaggio non è un dettaglio tecnico, è il cuore del ragionamento. Secondo quanto presentato dal palco, il GLP-1 a basse dosi associato al palloncino produce l'effetto sinergico senza abituare il paziente al farmaco, riduce il rischio di ripresa del peso dopo l'interruzione e, soprattutto, non ha un effetto negativo sulla massa magra. Per approfondire i due strumenti presi singolarmente puoi leggere le pagine dedicate al Palloncino Allurion e ai percorsi GLP-1.
I risultati presentati a Lugano e lo studio scientifico dietro il protocollo
Il Dott. Flagiello ha voluto partire dalla fine, cioè dai risultati. Nella casistica presentata, la perdita di peso media dei pazienti che completano il percorso combinato si attesta intorno al 30% del peso iniziale, un valore che ha definito «quasi paragonabile alla chirurgia dell'obesità». Il caso migliore ha raggiunto il 42%, che lui stesso ha chiamato «una mosca bianca», precisando che la media è quella che conta. I risultati variano da persona a persona e dipendono dal profilo metabolico, dall'aderenza al percorso nutrizionale e dal farmaco scelto.
Il dato che ha definito «estremamente interessante» riguarda però la composizione corporea: nei pazienti trattati con la terapia combinata la massa magra, in percentuale, è aumentata. Come è possibile in chi perde decine di chili? Perché la perdita di peso è avvenuta in modo predominante a carico della massa grassa, e quindi la quota di massa magra sul totale è cresciuta. È il contrario di quello che si teme con i farmaci ad alto dosaggio usati da soli.
Sul piano scientifico, il gruppo del Dott. Flagiello ha pubblicato un primo studio sull'associazione fra semaglutide e palloncino gastrico, che è stato il primo lavoro sul tema presentato al congresso mondiale della chirurgia dell'obesità (IFSO 2025). Su quella base è oggi in corso uno studio multicentrico internazionale, e a breve usciranno anche i dati sull'uso della tirzepatide in associazione al palloncino. Il senso di tutto questo, nelle sue parole, è cambiare il paradigma: dare al paziente «un risultato massimale con i rischi delle terapie non invasive», cioè i rischi del palloncino e del farmaco, ottenendo risultati che fino a ieri dava solo la chirurgia.
Effetti collaterali della terapia combinata: la domanda arrivata dal pubblico
L'unica domanda dal pubblico ha toccato il punto che chiunque si farebbe: mettendo insieme palloncino e farmaco, gli effetti avversi si sommano? La risposta del Dott. Flagiello è stata netta. Poiché i due strumenti agiscono su meccanismi diversi, gli effetti avversi sono quelli del singolo trattamento, e la sinergia dei due non li aumenta.
Nel concreto: con il palloncino ci sono sintomi nei primi giorni, «a tutti gli effetti una brutta indigestione, nulla di più». Con il farmaco ci sono gli effetti collaterali del farmaco, che a basso dosaggio ha descritto come gestibili, blandi e rari. Cosa aspettarsi giorno per giorno dopo il posizionamento lo abbiamo raccontato nell'articolo sugli effetti collaterali del palloncino Allurion.
Il mantenimento: sei mesi di follow-up dopo la fine del percorso
Il moderatore ha fatto il paragone con chi smette di fumare e poi, una sigaretta alla volta, ricomincia. Vale anche per il peso, e il Dott. Flagiello ha risposto che ridurre le recidive è una delle missioni del suo gruppo. Per questo i pazienti vengono seguiti per almeno sei mesi dopo la fine del protocollo, cioè dopo che il palloncino è stato eliminato e il farmaco è stato interrotto, con un follow-up stretto sia medico sia nutrizionale. «La rieducazione è il passo successivo alla soluzione della malattia». Su come si consolida il risultato abbiamo scritto una guida dedicata: come mantenere il peso dopo Allurion.
C'è poi un passaggio dell'intervento che merita di essere riportato, perché riassume il legame con la longevità meglio di qualsiasi statistica. Trattare l'obesità, ha detto, «non allunga la vita, ma evita di accorciarla». E la longevità non è solo quantità di anni, è anche qualità: superare una condizione come l'obesità è assimilabile ad allungare la vita, perché la cambia. Citando il suo maestro: «Non dobbiamo dare giorni alla vita, ma vita ai giorni».
Domande frequenti sull'intervento del Dott. Flagiello al Longevity 5.0
Cos'è il Longevity 5.0 e quando si è tenuto?
Il Longevity 5.0, Healthverse Summit, è un evento internazionale dedicato alla longevità in salute, organizzato da Top Holiday Tour con il coordinamento scientifico del giornalista Leandro Ungaro. La prima edizione si è svolta il 28 e 29 gennaio 2026 allo Splendide Royal Hotel di Lugano. Il Dott. Flagiello è intervenuto nella giornata medico-scientifica del 28 gennaio.
Di cosa ha parlato il Dott. Flagiello a Lugano?
Del legame fra obesità e aspettativa di vita e del percorso combinato che unisce il palloncino gastrico deglutibile Allurion agli agonisti del GLP-1 a basso dosaggio, come alternativa non chirurgica per trattare l'obesità. Ha presentato i risultati della propria casistica e lo studio scientifico in corso.
L'obesità accorcia davvero la vita?
Sì. Secondo l'analisi di venti studi prospettici pubblicata su PLoS Medicine nel 2014, l'obesità di terzo grado si associa a una perdita stimata fra 6,5 e 13,7 anni di vita rispetto al peso normale, con la maggior parte dei decessi in eccesso dovuti a malattie cardiache, tumori e diabete.
Perché nel percorso combinato il farmaco si usa a basso dosaggio?
Perché il palloncino svolge già la parte restrittiva, e il farmaco può agire sulla fame senza essere spinto ai dosaggi alti necessari quando è usato da solo. Secondo quanto presentato a Lugano, questo riduce il rischio di ripresa del peso dopo l'interruzione e non penalizza la massa magra.
Gli effetti collaterali di palloncino e farmaco si sommano?
No. Agendo su meccanismi diversi, gli effetti avversi restano quelli del singolo trattamento: qualche giorno di sintomi simili a un'indigestione dopo il posizionamento del palloncino e gli effetti collaterali del farmaco, che a basso dosaggio sono blandi e rari. La combinazione non li aumenta.
Dove fare il percorso combinato: Napoli e Milano
Il percorso combinato Allurion + GLP-1 presentato a Lugano è quello che il Dott. Luigi Flagiello segue ogni giorno in due sedi. A Napoli presso la Clinica Ruesch, Viale Maria Cristina di Savoia 39, Napoli (80122), nel quartiere di Chiaia, sede esclusiva per il posizionamento del palloncino e Centro di Eccellenza Allurion 2025 e 2026, con pazienti che arrivano da tutta la Campania e in particolare da Caserta, Aversa, Giugliano, Salerno e Benevento. A Milano presso il Centro Medico Antiaging, Corso Venezia 21, Milano (20121), a pochi passi dalla fermata Palestro della metropolitana.
Non tutti sono idonei al percorso: ogni caso viene valutato in visita, e quando la strada giusta è un'altra lo diciamo apertamente. La terapia farmacologica è soggetta a prescrizione medica e i risultati variano da persona a persona.
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