La terapia combinata palloncino e farmaco è un percorso medico senza chirurgia che usa insieme il palloncino gastrico deglutibile Allurion e un farmaco GLP-1 a basso dosaggio, in sequenza e con controlli mensili, per chi ha un'obesità importante e cerca un risultato vicino a quello chirurgico senza sala operatoria.
In questa guida spieghiamo cosa fa ciascuno dei due strumenti, perché insieme funzionano meglio, in che ordine si usano, a chi si propone e a chi no, e cosa dicono gli studi pubblicati. I dati che il Dott. Luigi Flagiello ha portato ai congressi mondiali IFSO li trovi raccontati per esteso in palloncino e farmaco insieme: i dati portati a due congressi mondiali IFSO. Qui restiamo sul come e sul per chi.
Terapia combinata palloncino e farmaco: cos'è in parole semplici
Per anni le strade per curare l'obesità sono state presentate come alternative: o la dieta, o il farmaco, o il palloncino, o l'intervento. La terapia combinata parte da un'idea diversa, che oggi è al centro della ricerca internazionale: l'obesità è una malattia con più meccanismi, quindi può aver senso agire su più meccanismi nello stesso percorso. Non a caso il congresso mondiale IFSO del 2025 aveva come tema ufficiale «Combined Therapies: The Dawn of a New Era», cioè le terapie combinate come inizio di una nuova fase.
In pratica, la terapia combinata unisce due strumenti che FMG usa ogni giorno anche separatamente:
- il palloncino gastrico Allurion, una capsula che si deglutisce, si riempie di liquido nello stomaco, resta in sede circa quattro mesi e poi si svuota ed esce da sola, senza endoscopia e senza anestesia;
- un farmaco della famiglia dei GLP-1 (semaglutide, cioè Wegovy, oppure tirzepatide, cioè Mounjaro), prescritto dal medico e usato a dosaggio contenuto.
Il punto non è sommare due prodotti. Il valore sta nel protocollo: quale strumento parte prima, a che dose, per quanto tempo, con quali controlli e cosa succede quando il palloncino esce. È questo che trasforma due cure efficaci in un percorso unico.
Perché palloncino e farmaco GLP-1 non fanno la stessa cosa
Chi sente parlare di terapia combinata per la prima volta spesso chiede: se entrambi tolgono la fame, a cosa serve usarli insieme? La risposta è che la tolgono in due modi diversi, e i due modi non si sovrappongono.
Il palloncino: sazietà meccanica
Il palloncino occupa spazio nello stomaco. Lo stomaco si distende prima e invia al cervello il segnale di pienezza dopo porzioni più piccole. È un effetto fisico, che si sente fin dai primi giorni e che aiuta soprattutto a cambiare la quantità di cibo a ogni pasto. Ha anche un valore educativo: per quattro mesi il paziente impara come ci si sente con porzioni adeguate, e quella memoria resta quando il dispositivo è uscito.
Il farmaco GLP-1: il segnale della fame
I farmaci GLP-1 imitano un ormone che l'intestino produce dopo il pasto. Agiscono sui centri del cervello che regolano l'appetito, riducono il desiderio di cibo e il pensiero ricorrente del cibo, rallentano lo svuotamento dello stomaco e migliorano il controllo della glicemia. È un effetto biologico, che lavora anche lontano dai pasti, quando la fame non nasce dallo stomaco vuoto.
Perché insieme
Una leva lavora sul volume, l'altra sul segnale. Usarle insieme permette, nel protocollo studiato dal Dott. Flagiello, di ottenere l'effetto con una dose di farmaco più bassa di quella che servirebbe da solo. Dose più bassa vuol dire, in genere, meno effetti collaterali e un percorso più facile da seguire fino in fondo. È questo il vantaggio pratico più importante, più ancora del numero sulla bilancia.
Sequenza, non somma: in che ordine si usano palloncino e farmaco
Uno degli errori più comuni, quando si parla di combinare palloncino e farmaco, è pensare che si inizi tutto lo stesso giorno. Nel protocollo FMG non è così, e non per caso.
Nei primi giorni dopo il posizionamento del palloncino è normale avere un po' di nausea mentre lo stomaco si abitua: in uno studio su 135 pazienti con il palloncino Allurion la nausea del primo giorno era la regola, e nel 69,6% dei casi si risolveva entro il terzo giorno (Surg Obes Relat Dis 2018, PMID 29305305). Anche i farmaci GLP-1, all'inizio e a ogni aumento di dose, possono dare disturbi gastrointestinali. Sommare i due avvii nella stessa settimana significherebbe sommare anche i fastidi.
Per questo la terapia combinata si costruisce in sequenza:
- prima il palloncino, che dà la spinta iniziale e il cambio delle porzioni;
- poi il farmaco, dopo qualche settimana di assestamento, partendo dalla dose più bassa e salendo con gradualità solo se serve;
- il farmaco prosegue quando il palloncino esce, così il controllo della fame non si interrompe proprio nel momento più delicato.
Nello studio presentato dal Dott. Flagiello all'IFSO 2025, per esempio, la semaglutide è stata introdotta un mese dopo il palloncino, partendo da 0,25 mg e salendo fino a 1,0 mg, cioè meno della metà della dose massima autorizzata per il peso (2,4 mg). Anche la ricerca indipendente va in questa direzione: un gruppo turco ha pubblicato nel 2026 su Obesity Surgery un confronto in cui la strategia sequenziale, con il farmaco dopo il palloncino, ha dato i risultati migliori a dodici mesi, e gli autori ipotizzano che il tempismo conti quanto la combinazione stessa (PMID 42026424).
A chi serve la terapia combinata
La terapia combinata non è il punto di partenza per tutti. È uno strumento pensato per chi ha bisogno di un risultato importante e ha un rischio di salute legato al peso. I profili per cui la valutiamo più spesso sono questi:
- Obesità di secondo o terzo grado, cioè BMI da 35 in su: chi ha molti chili da perdere e vuole avvicinarsi a un risultato di tipo chirurgico senza operarsi. Ne abbiamo parlato in obesità grave e patologica: si può trattare senza chirurgia?
- BMI da 30 in su con patologie legate al peso, come diabete tipo 2, ipertensione, fegato grasso, apnee notturne, dove la velocità con cui il peso scende ha un impatto diretto sulla salute.
- Chi ha già fatto un percorso con un solo strumento e vuole un supporto più strutturato, per esempio chi dopo il palloncino ha bisogno di un aiuto in più per mantenere, o chi con il farmaco vuole accompagnare un cambio delle porzioni.
- Chi ha una componente forte di fame nervosa o di pensiero fisso del cibo, dove il segnale centrale conta quanto il volume.
Come riferimento generale, le linee guida europee e americane indicano il palloncino gastrico per BMI da 30 in su, oppure da 27 a 29,9 con almeno una patologia legata al peso (linea guida ASGE-ESGE, Endoscopy 2024, PMID 38641332), e l'autorizzazione europea dei farmaci GLP-1 per il peso prevede BMI da 30 in su, oppure da 27 con almeno una comorbidità. La combinazione si propone nella parte alta di queste fasce, dopo la visita.
A chi la terapia combinata non si propone
Dire a chi non serve è parte del lavoro medico quanto dire a chi serve. La terapia combinata non è indicata, o va rimandata, in questi casi:
- Sovrappeso moderato: spesso basta uno dei due strumenti, ben seguito, e aggiungere il secondo non porta un beneficio che giustifichi il percorso più impegnativo.
- Gravidanza, allattamento o ricerca di una gravidanza a breve: i farmaci GLP-1 vanno sospesi prima di cercare una gravidanza e il palloncino non si posiziona in gravidanza.
- Precedenti interventi allo stomaco o alcune condizioni dello stomaco e dell'esofago, che il medico verifica con la storia clinica.
- Controindicazioni ai farmaci GLP-1, come una storia personale o familiare di carcinoma midollare della tiroide o di sindrome MEN2, o una pancreatite pregressa: in questi casi il medico valuta strade diverse.
- Disturbi del comportamento alimentare attivi e non seguiti, che hanno bisogno prima di un percorso dedicato.
E c'è un caso che va detto con chiarezza: nelle obesità molto severe, o in presenza di condizioni particolari, la chirurgia bariatrica resta un'opzione con prove solide, e quando è la scelta migliore per il paziente lo diciamo. Il confronto onesto fra le due strade è in palloncino gastrico o chirurgia bariatrica.
Come si svolge il percorso combinato, passo dopo passo
Ogni percorso viene personalizzato, ma la struttura di base è questa.
1. La valutazione
Si parte da una Call di Idoneità gratuita con il nostro team, che serve a capire se ha senso approfondire. Se sì, segue la visita medica: storia clinica, esami del sangue (profilo metabolico, glicemia ed emoglobina glicata, insulina, tiroide), misura della composizione corporea e definizione di un obiettivo realistico.
2. Il posizionamento del palloncino
Il palloncino Allurion si deglutisce come una capsula collegata a un sottile catetere, che serve a riempirlo di liquido e poi viene sfilato. La procedura dura circa venti minuti, in ambulatorio, senza endoscopia e senza anestesia, e si torna a casa lo stesso giorno. Come funziona nel dettaglio, e cosa si sente nei giorni successivi, lo spieghiamo in palloncino Allurion: fa male?
3. L'avvio del farmaco
Dopo qualche settimana di assestamento il medico introduce il farmaco GLP-1 alla dose più bassa. La dose si aumenta con gradualità, solo se serve e solo se è ben tollerata. La scelta fra semaglutide e tirzepatide dipende dal profilo del paziente: per capire come funziona la prescrizione puoi leggere chi prescrive la tirzepatide a Milano e Napoli.
4. I controlli
Durante il percorso ci sono controlli periodici con il medico e con la nutrizionista. Non si guarda solo il peso: si misura la composizione corporea, perché l'obiettivo è perdere grasso e proteggere il più possibile la massa magra. Per questo il piano alimentare dà molta importanza alle proteine e si incoraggia l'attività fisica di forza, come spieghiamo in GLP-1 e massa muscolare.
5. L'uscita del palloncino
Dopo circa quattro mesi il palloncino si svuota da solo e viene eliminato per via naturale, senza una seconda procedura. In quel momento il farmaco è già attivo e continua a lavorare sulla fame: è il passaggio che rende la terapia combinata diversa da due cure fatte una dopo l'altra senza collegamento.
6. La stabilizzazione
Finita la fase più intensa, il lavoro si sposta sul mantenimento: abitudini, porzioni, movimento e, quando il medico lo ritiene opportuno, una riduzione graduale del farmaco. È la fase che decide se il risultato resta. Ne parliamo in come mantenere il peso dopo il palloncino Allurion e, per il farmaco, in cosa succede quando smetti il Wegovy o il Mounjaro.
Cosa dicono gli studi sulla terapia combinata palloncino e GLP-1
La terapia combinata è un campo giovane, e va raccontato per quello che è: i dati sono incoraggianti e coerenti fra centri diversi, ma vengono soprattutto da studi piccoli o osservazionali. Ecco i principali, con i loro limiti.
- IFSO 2025, Santiago del Cile (abstract FP148). Il lavoro del Dott. Flagiello su 52 pazienti con BMI medio di 40,2, trattati con il palloncino Allurion e semaglutide a basso dosaggio, ha riportato una perdita di peso totale media del 20,3% a otto mesi, con la quota di massa magra salita dal 60,2% al 68,2% della composizione corporea e un'aderenza al farmaco del 100%. È uno studio retrospettivo, senza gruppo di controllo interno, ed è un abstract congressuale, non un articolo completo su rivista.
- Studio prospettico egiziano e americano, Obesity Surgery 2025 (PMID 41212463). Quaranta pazienti divisi in due gruppi, palloncino da solo oppure palloncino più semaglutide introdotta dal secondo mese. A dodici mesi il gruppo combinato aveva perso in media circa 33 kg contro circa 16 kg, e dopo la rimozione del palloncino ha continuato a perdere peso invece di riprenderlo. Il limite: venti pazienti per gruppo e un palloncino rimosso dopo sei mesi, diverso da Allurion, che esce da solo dopo circa quattro.
- Studio turco sulla strategia sequenziale, Obesity Surgery 2026 (PMID 42026424). Su 107 pazienti, chi ha fatto palloncino e poi farmaco ha raggiunto il 23,4% di perdita di peso totale a dodici mesi, il risultato più alto fra i gruppi confrontati nello stesso centro. Anche qui lo studio è retrospettivo e i gruppi sono piccoli.
Per correttezza va detto anche il contrario: uno studio saudita del 2017 (Saudi J Gastroenterol, PMID 28361843), con la liraglutide, un farmaco GLP-1 di generazione precedente, non ha trovato una riduzione del rischio di riprendere peso sei mesi dopo la rimozione del palloncino. I farmaci di oggi e i protocolli sequenziali hanno cambiato molto il quadro, ma è un buon promemoria del fatto che il risultato non dipende dalla combinazione in sé, dipende da come è costruito il percorso e da cosa succede dopo.
Un'ultima avvertenza di metodo: questi studi usano popolazioni, dispositivi, farmaci e durate diverse, quindi i numeri non si possono mettere in fila come in una classifica. Il confronto fra studi diversi è sempre indiretto.
Effetti collaterali della terapia combinata e come si riducono
Gli effetti più comuni sono gastrointestinali: nausea, senso di pienezza, a volte vomito o crampi, soprattutto nei primi giorni con il palloncino e nelle settimane in cui si aumenta la dose del farmaco. Nella grande maggioranza dei casi sono passeggeri. Il protocollo li riduce con tre accorgimenti:
- avvii separati, prima il palloncino e poi il farmaco, per non sommare i fastidi;
- dosi basse e aumenti graduali del farmaco, decisi in base a come risponde il singolo paziente;
- contatto diretto con il team durante tutto il percorso, per gestire subito un disturbo invece di aspettare la visita successiva.
Gli eventi seri sono rari ma esistono, e vanno detti. Nello studio presentato all'IFSO 2025, su 52 pazienti, in un caso il palloncino è stato rimosso per via endoscopica per un'ostruzione del passaggio dallo stomaco all'intestino. Per questo il percorso non è mai fai da te: il palloncino si posiziona in clinica e il farmaco si usa solo con prescrizione e controllo medico.
Domande frequenti sulla terapia combinata palloncino e farmaco
Si possono fare Allurion e Mounjaro insieme?
Sì, quando il medico lo ritiene indicato. Nel percorso combinato si possono usare sia la semaglutide sia la tirzepatide. Al congresso IFSO 2026 di Toronto il Dott. Flagiello ha presentato proprio un lavoro sulla sequenza palloncino Allurion e tirzepatide a basso dosaggio.
Il farmaco si prende per tutta la vita?
Non necessariamente. Durata e dosi si decidono caso per caso. Nella fase di stabilizzazione il medico valuta se e come ridurre gradualmente il farmaco, mentre il lavoro su alimentazione e movimento diventa il motore del mantenimento.
Quanto si perde con la terapia combinata?
Dipende dal punto di partenza, dalla durata e da quanto si segue il percorso. Nello studio presentato all'IFSO 2025 la perdita media è stata del 20,3% del peso a otto mesi, su pazienti con BMI medio sopra 40. È una media di gruppo: il risultato del singolo può essere diverso.
Serve l'anestesia o un'endoscopia?
No. Il palloncino Allurion si deglutisce e non richiede né anestesia né endoscopia, né per il posizionamento né per l'uscita, che avviene per via naturale dopo circa quattro mesi.
Quanto costa la terapia combinata?
Il costo dipende dal percorso personalizzato, cioè dal farmaco scelto, dalla durata e dai controlli previsti. Per questo lo comunichiamo durante la Call di Idoneità gratuita, dopo aver capito se il percorso combinato è davvero quello giusto per te.
Posso fare la terapia combinata se vivo lontano da Napoli o Milano?
Sì, molti pazienti arrivano da fuori. La Call di Idoneità e parte dei controlli si possono fare a distanza, mentre il posizionamento del palloncino e le visite principali si fanno in sede.
Dove si fa la terapia combinata: Napoli e Milano
Il percorso combinato palloncino e farmaco è seguito direttamente dal Dott. Luigi Flagiello e dal suo team medico e nutrizionale, con lo stesso protocollo in due sedi:
- Napoli: Clinica Ruesch, Viale Maria Cristina di Savoia 39, Napoli (80122), nel quartiere Chiaia. Qui arrivano pazienti da tutta la Campania, con molti accessi da Caserta, Aversa, Giugliano, Salerno e Benevento.
- Milano: Centro Medico Antiaging, Corso Venezia 21, Milano (20121), vicino alla fermata Palestro della metro M1.
Tutti i dettagli del percorso sono nella pagina dedicata al percorso combinato Allurion e GLP-1. Il primo passo, in ogni caso, è capire se sei un candidato: lo decide una valutazione medica, non un articolo.
I risultati riportati sono medie di gruppi di pazienti e variano da persona a persona. Ogni percorso viene personalizzato dopo la valutazione medica.
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