Terapia combinata palloncino e farmaco: perché questo articolo parla di dati
Quando un paziente ci chiede se il palloncino gastrico e il farmaco si possono fare insieme, la domanda vera che c'è dietro è un'altra: funziona davvero, e su chi è stato misurato? È una domanda giusta. Sul web si trovano molte pagine che descrivono la terapia combinata a parole. Molte meno mostrano numeri, e ancora meno dicono da dove vengono quei numeri.
Questo articolo fa una cosa sola: racconta i dati che il Dott. Luigi Flagiello e il suo gruppo hanno portato a due edizioni consecutive del congresso mondiale IFSO, la federazione internazionale per la chirurgia dell'obesità e dei disturbi metabolici. La prima a Santiago del Cile nel settembre 2025, la seconda a Toronto nel settembre 2026. Diremo cosa è stato misurato, cosa significa per chi sta scegliendo un percorso, e anche cosa quei dati non dimostrano ancora, perché un numero senza i suoi limiti è pubblicità, non informazione.
Se ti interessa prima capire cos'è il percorso combinato e quando conviene sceglierlo, lo abbiamo spiegato in dettaglio nella guida percorso combinato Allurion e GLP-1: quando sceglierlo e perché. Qui restiamo sui risultati.
IFSO 2025: il congresso mondiale dedicato alle terapie combinate
Il XXVIII IFSO World Congress si è tenuto a Santiago del Cile nel settembre 2025. Il tema ufficiale di quell'edizione era «Combined Therapies: The Dawn of a New Era», cioè le terapie combinate come inizio di una nuova fase nella cura dell'obesità. Non è un dettaglio: significa che la comunità scientifica internazionale ha scelto di dedicare un'intera edizione proprio all'idea di unire strumenti diversi invece di usarne uno alla volta.
Il libro ufficiale degli abstract di quel congresso è pubblico: quasi mille pagine, circa 800 lavori. Dentro c'è l'abstract FP148 (Abs. ID 855), presentato l'11 settembre 2025 nella sessione FREE PAPERS 09, dedicata alle terapie combinate, con il titolo «Metabolically healthy weight loss: synergistic effects of the swallowable balloon and low-dose GLP-1 therapy on muscle mass and GLP-1 adherence». Primo autore: Luigi Flagiello, Università della Campania «L. Vanvitelli» e Clinica Ruesch di Napoli. Gli abstract del congresso sono pubblicati anche nel supplemento della rivista Obesity Surgery (vol. 35, suppl. 1, 2025).
Un dato di contesto, verificabile da chiunque scarichi lo stesso documento: nel libro degli abstract 2025 i lavori che studiano palloncino e farmaco insieme sono quattro, da Italia, India, America Latina e un altro gruppo estero. Quello del Dott. Flagiello è l'unico italiano su questo tema. Non è stato l'unico al mondo, e non lo scriviamo: nella stessa giornata un gruppo indiano ha presentato un lavoro sulla stessa combinazione. È una buona notizia, non una cattiva: vuol dire che più centri, in continenti diversi, stanno arrivando a conclusioni simili.
Cosa è stato misurato: palloncino e semaglutide a basso dosaggio
Lo studio presentato a Santiago ha analizzato 52 pazienti trattati con il palloncino gastrico deglutibile Allurion, che si posiziona senza endoscopia e senza anestesia e resta nello stomaco circa quattro mesi, all'interno di un programma di cambiamento delle abitudini. Un mese dopo il posizionamento del palloncino, i pazienti hanno iniziato la semaglutide a basso dosaggio: si parte da 0,25 mg e si sale gradualmente fino a 1,0 mg nell'arco di tre mesi, per un totale di sette mesi di terapia. La dose massima autorizzata per il peso è 2,4 mg: qui ci si è fermati a meno della metà.
Chi erano i pazienti:
- 52 persone, il 46,2% donne
- età media 39,6 anni
- peso medio iniziale 120,6 kg
- BMI medio iniziale 40,2, cioè obesità di terzo grado, la fascia in cui di solito si parla di chirurgia
Sono stati misurati il peso, la composizione corporea (massa magra e massa grassa), gli eventi avversi e l'aderenza al farmaco, cioè quanti pazienti hanno continuato la terapia come prescritta.
I risultati a 8 mesi: peso, massa grassa, massa magra
Questi sono i numeri riportati nell'abstract, senza arrotondamenti a nostro favore:
- Perdita di peso totale media: 20,3% a otto mesi. Su un peso di partenza di 120 kg vuol dire, in media, circa 24 kg in meno.
- Massa grassa: dal 36,4% al 30,2% della composizione corporea.
- Massa magra: dal 60,2% al 68,2% della composizione corporea.
- Tutti i cambiamenti sono statisticamente significativi rispetto al punto di partenza (p<0,0001).
- Aderenza al farmaco: 100%. Tutti i pazienti hanno seguito la terapia prescritta.
- Un solo evento avverso rilevante: in un paziente il palloncino è stato rimosso per via endoscopica per un'ostruzione del passaggio dallo stomaco all'intestino.
Per dare una scala: una perdita del 20% è il livello di risultato che fino a pochi anni fa si associava quasi solo alla chirurgia bariatrica. Qui è stato raggiunto in otto mesi, su pazienti con BMI medio sopra 40, con un dispositivo che si deglutisce e un farmaco a dose ridotta.
Massa magra: come leggere correttamente quel dato
Il dato sulla massa magra è quello che colpisce di più, ed è anche quello che va letto con più attenzione. Lo diciamo chiaramente, perché è facile fraintenderlo.
Il 60,2% e il 68,2% sono percentuali sul peso totale. Significano che, a fine percorso, una quota molto più grande del corpo è fatta di tessuto magro (muscoli, organi, acqua, ossa) e una quota più piccola di grasso. In altre parole: il peso perso è stato soprattutto grasso. È esattamente quello che si cerca in un dimagrimento sano.
Non significa, però, che i pazienti abbiano «messo su muscolo» in chili. L'abstract riporta le percentuali, non i chili assoluti di massa magra, e quando si perdono 24 kg è normale che una piccola parte venga anche dal tessuto magro. Il punto clinico è la proporzione: perdere peso mantenendo il più possibile la massa magra protegge metabolismo, forza e capacità di mantenere il risultato nel tempo.
Questo tema non riguarda solo i farmaci: ogni dimagrimento importante, con qualunque metodo, dieta compresa, porta con sé il rischio di perdere anche massa magra. Per questo in un percorso medico la composizione corporea si misura, non si indovina. Ne abbiamo parlato in modo specifico in come proteggere la massa muscolare durante il dimagrimento con GLP-1.
Perché la dose bassa conta: tollerabilità e continuità
Il secondo dato che conta, forse il più pratico per chi deve scegliere, è l'aderenza al 100%. Nessun paziente dello studio ha interrotto la terapia.
Gli autori propongono una spiegazione: la dose più bassa di semaglutide, resa possibile dal fatto che il palloncino lavora in parallelo, ha probabilmente causato meno effetti collaterali e una migliore tollerabilità. È un meccanismo intuitivo. Il palloncino dà una sazietà meccanica, perché occupa spazio nello stomaco; il farmaco agisce sul segnale della fame a livello centrale. Sono due leve diverse che non si sovrappongono, quindi insieme permettono di ottenere l'effetto con una dose di farmaco più contenuta.
Perché la continuità è così importante? Perché i risultati arrivano a chi prosegue il percorso. Qualunque terapia per l'obesità funziona se la si segue abbastanza a lungo da vederne gli effetti e da costruire nel frattempo le abitudini che li mantengono. Una combinazione che rende il percorso più facile da tollerare è, prima di tutto, una combinazione che aiuta le persone a restarci dentro.
Il farmaco e il palloncino restano, ciascuno, strumenti efficaci anche da soli e li usiamo ogni giorno. Il senso del combinato non è sostituirli, ma farli lavorare insieme per chi ne ha bisogno: tipicamente chi ha un BMI alto, chi ha già provato uno dei due, chi vuole un risultato importante senza passare dalla sala operatoria.
IFSO 2026 a Toronto: il passo successivo, con la tirzepatide
Un anno dopo, dal 1 al 4 settembre 2026, il XXIX IFSO World Congress si è tenuto a Toronto, in Canada, con un tema che dice molto della direzione presa dalla medicina dell'obesità: «The Future of Obesity Management: From Weight Loss to Health Gain», cioè dal perdere peso al guadagnare salute. Il 2 settembre il Dott. Flagiello è intervenuto con un lavoro dal titolo «Sequential Swallowable Intragastric Balloon (Allurion) and Low-Dose Tirzepatide Therapy Produces Major Fat Mass-Driven Weight Loss with Excellent Tolerability».
Il titolo contiene già la tesi, in quattro parti:
- Sequenziale: prima il palloncino, poi il farmaco, non tutto nello stesso giorno
- Basso dosaggio di tirzepatide, invece della dose piena
- Una perdita di peso guidata dalla massa grassa
- Un'ottima tollerabilità
È la stessa logica dello studio del 2025, applicata a un farmaco diverso. Il libro degli abstract dell'edizione 2026 non è ancora pubblico: quando lo sarà, riporteremo i dati di Toronto con la stessa citazione precisa che abbiamo usato qui per Santiago. Fino ad allora preferiamo non scrivere numeri che il lettore non può verificare.
Per chi vuole approfondire il farmaco in sé, abbiamo spiegato come funziona la prescrizione della tirzepatide in chi prescrive la tirzepatide a Milano e Napoli, mentre il racconto del percorso combinato presentato a Lugano è in Longevity 5.0 Lugano.
Cosa questi dati non dimostrano ancora
Un articolo onesto sui risultati deve dire anche dove finiscono. Ecco i limiti, gli stessi che gli autori riconoscono:
- È uno studio retrospettivo: sono stati analizzati i dati di pazienti già trattati, non è uno studio randomizzato con due gruppi assegnati a caso.
- Non c'è un gruppo di controllo interno: il confronto con le altre terapie è fatto con i dati della letteratura, non con pazienti dello stesso studio.
- 52 pazienti sono un numero solido per un primo lavoro, ma piccolo per conclusioni definitive.
- Otto mesi di osservazione: gli autori stessi indicano che servono studi più lunghi, su popolazioni più ampie e diverse.
- Un abstract congressuale è una comunicazione scientifica selezionata, ma non ha lo stesso peso di un articolo completo su rivista con revisione integrale.
Proprio per questo il lavoro non si è fermato a Santiago: il passo successivo è stato Toronto, e il gruppo sta portando avanti la validazione del protocollo con numeri più ampi. È così che una buona idea clinica diventa una pratica solida.
Cosa significa per chi deve scegliere un percorso
Se stai valutando come affrontare il peso e sei arrivato fin qui, ecco cosa ci sentiamo di dire in modo semplice.
La terapia combinata non è per tutti. Ha senso soprattutto per chi ha un BMI elevato (sopra 35, o sopra 30 con patologie legate al peso), per chi ha già provato un percorso singolo senza arrivare all'obiettivo, e per chi cerca un risultato importante senza chirurgia. Per chi ha un sovrappeso moderato, spesso basta uno dei due strumenti, ben seguito.
Non è un fai da te. Il palloncino si posiziona in clinica con una procedura di circa venti minuti, il farmaco richiede prescrizione e controllo medico, e le dosi si impostano in base a come risponde il singolo paziente. Il valore dello studio sta nel protocollo, cioè nella sequenza, nei tempi e nelle dosi, non nella semplice somma di due prodotti.
Conta il dopo. Il palloncino esce dopo circa quattro mesi e il farmaco a un certo punto si riduce: il risultato si mantiene se nel frattempo sono cambiate le abitudini. Per questo il percorso include il supporto nutrizionale e una fase di stabilizzazione, come spieghiamo in come mantenere il peso dopo Allurion.
Nelle obesità molto severe, o in presenza di condizioni particolari, la chirurgia bariatrica resta un'opzione con prove solide, e quando è la scelta migliore lo diciamo. Ma per moltissime persone con BMI fra 35 e 45 oggi esiste un'alternativa concreta, misurata e presentata alla comunità scientifica internazionale.
Dove si fa la terapia combinata: Napoli e Milano
Il percorso combinato palloncino e farmaco segue lo stesso protocollo studiato e presentato ai congressi IFSO ed è seguito direttamente dal Dott. Luigi Flagiello e dal suo team medico e nutrizionale, in due sedi:
- Napoli: Clinica Ruesch, Viale Maria Cristina di Savoia 39, Napoli (80122), nel quartiere Chiaia. Qui arrivano pazienti da tutta la Campania, con molti accessi da Caserta, Aversa, Giugliano, Salerno e Benevento.
- Milano: Centro Medico Antiaging, Corso Venezia 21, Milano (20121), vicino alla fermata Palestro della metro M1.
Se ti interessa solo uno dei due strumenti, trovi i dettagli nelle pagine dedicate al palloncino Allurion e alla terapia con farmaci GLP-1. Il primo passo, in ogni caso, è capire se sei un candidato e quale percorso ha senso per te: lo decide una valutazione medica, non un articolo.
I risultati riportati sono medie di un gruppo di pazienti e variano da persona a persona. Ogni percorso viene personalizzato dopo la valutazione medica.
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